{"id":919,"date":"2012-12-13T21:33:08","date_gmt":"2012-12-13T20:33:08","guid":{"rendered":"http:\/\/archeo.pixelcreatures.at\/?page_id=919"},"modified":"2025-09-18T14:38:14","modified_gmt":"2025-09-18T12:38:14","slug":"mostre","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.archeoparc.it\/it\/chi-siamo\/mostre\/","title":{"rendered":"Mostre"},"content":{"rendered":"\n<p>Dove \u00e8 stato scoperto \u00d6tzi? E come vivevano gli uomini ai suoi tempi? Queste sono le principali domande attorno a cui ruotano le mostre indoor e outdoor dell\u2019archeoParc Val Senales. Come tanti altri musei archeologici all\u2019aperto, anche la nostra struttura non presenta reperti originali, ma utilizza prevalentemente repliche fedeli e ricostruzioni empiriche.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><a title=\"Mostre\" href=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/it\/chi-siamo\/mostre\/#mostra-permanente\">Mostra permanente<\/a> &#8211; <a title=\"Mostre\" href=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/it\/chi-siamo\/mostre\/#mostre-temporanee\">Mostre temporanee<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/it\/chi-siamo\/mostre\/#mostre-temporanee-in-corso\">Mostre temporanee in corso <\/a>&#8211;&nbsp; <a title=\"Modelli di capanne preistoriche\" href=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/it\/chi-siamo\/mostre\/#modelli\">Modelli di capanne preistoriche <\/a>&#8211; <a title=\"Botanica\" href=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/it\/chi-siamo\/mostre\/#botanica\">Botanica<\/a><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le M<a id=\"mostra-permanente\"><\/a>ostre nel Centro visitatori<\/h2>\n\n\n\n<p>I percorsi indoor \u201cLa scoperta\u201d e \u201cMa \u00d6tzi, dove viveva?\u201d rappresentano la seconda generazione di mostre allestite all\u2019archeoParc. Inaugurati nel luglio 2017, illustrano la storia della scoperta di \u00d6tzi e come presumibilmente vivevano le popolazioni di 5.300 anni fa. Si parte dalla sezione \u201cLa valle in cui fu trovato \u00d6tzi\u201d, situata nell\u2019area d\u2019ingresso e dedicata alla storia della Val Senales, per concludere con \u201cIl sito di Senales-Giogo di Tisa\u201d, che riproduce la conca rocciosa in cui fu rinvenuta la mummia.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019allestimento \u00e8 stato curato da Johanna Niederkofler, direttrice dell\u2019archeoParc, in collaborazione con l\u2019architetta meranese Brigitte Kauntz, il grafico Ganesh Neumair di Lana e altri<a title=\"Partner\" href=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/it\/chi-siamo\/partner\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><span style=\"text-decoration: underline;\"> partner<\/span><\/a> locali e internazionali. I percorsi includono aree interattive (indicate con \/\/ nella lista sottostante), dove i visitatori si confrontano con domande forse per sempre irrisolvibili, e stazioni multimediali rivolte a chi desidera approfondire singoli argomenti. L\u2019apparato esplicativo \u00e8 costituito da testi standard, informazioni brevi per i pi\u00f9 frettolosi e un racconto con testi e immagini per i bambini in et\u00e0 scolare elementare.<\/p>\n\n\n\n<p>Visite guidate alle mostre indoor ogni domenica alle ore 11:00, su prenotazione anche in altri giorni e orari.<br><br>Prossimi appuntamenti:<br><a title=\"Calendario\" href=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/it\/calendario\/\">>Calendario<\/a><br><a title=\"Gruppi\" href=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/it\/gruppi\/\">>Gruppi<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>  <\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Piano terra<br><strong>La valle in cui fu trovato \u00d6tzi<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>La Val Senales e il suo sviluppo nel corso del tempo sono illustrati mediante oggetti e testi sulla storia, l\u2019archeologia e la geologia locali. La sezione si articola in cinque nicchie, ciascuna con una gigantografia sullo sfondo che offre suggestive visioni di paesaggi d\u2019altri tempi.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Pendolari, turisti, investitori<\/strong><br>\/\/ Quanto tempo \u00e8 passato da \u2026<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Proprietari terrieri, frati certosini, contadini<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Pastori, malgari, primi coloni<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Messaggeri, cacciatori, raccoglitori<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Una valle creata dal mare e dai ghiacci<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>  <\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Piano terra<br><strong>La scoperta<br>Fatti e conseguenze del 19 settembre 1991<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Un piccolo spazio espositivo raccoglie oggetti e testi legati alla scoperta di \u00d6tzi e al suo significato per la ricerca e la societ\u00e0:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Una data fatidica<\/strong><br>La prima parte dell\u2019esposizione racconta le circostanze del ritrovamento di \u00d6tzi da parte dei coniugi tedeschi Erika e Helmut Simon. Inoltre rivela come mai i celebri alpinisti Reinhold Messner e Hans Kammerlander si trovarono casualmente a visitare il sito prima del recupero della mummia.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Un ritrovamento straordinario in un luogo straordinario<\/strong><br>Una serie di condizioni particolari ha consentito la mummificazione naturale di \u00d6tzi, ma anche la quasi completa conservazione del suo equipaggiamento per migliaia di anni.<br>\/\/Giogo di Tisa, 5.300 anni fa\u2026<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Da cadavere senza identit\u00e0 a reperto epocale<\/strong><br>\u00d6tzi suscita tuttora grande interesse tra scienziati e appassionati. Per quali ragioni? E da dove deriva il suo nome popolare?<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p> <\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">1\u00b0 e 2\u00b0 piano<br><strong>Ma \u00d6tzi, dove viveva?<br>Gli habitat di 5.300 anni fa, dal fondovalle al limite delle nevi perenni<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Questa parte dell\u2019esposizione raccoglie le repliche di circa 400 reperti di epoca neolitica rinvenuti nella zona di Senales-Giogo di Tisa. Si parla di piante, animali e minerali che fornirono le materie prime per il vestiario e l\u2019equipaggiamento di \u00d6tzi, come pure delle loro modalit\u00e0 di selezione e lavorazione.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Fondovalle<br><\/strong>Molti dei materiali legnosi usati per l\u2019equipaggiamento di \u00d6tzi suggeriscono che egli vivesse per lo pi\u00f9 nel fondovalle, forse nel tratto inferiore della Val Venosta. Un grande diorama con oggetti di materiale vegetale e repliche di manufatti ricrea ipoteticamente un bosco locale del Neolitico.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Casa, campo e animali<\/strong><br>I resti di cereali trovati nello stomaco, come pure le pelli di animali domestici usate per il vestiario fanno presumere che \u00d6tzi appartenesse a una comunit\u00e0 di agricoltori stanziali. Ma dove sorgeva il suo insediamento? E quali piante vi venivano coltivate?<br>\/\/L\u2019abbigliamento di \u00d6tzi al tatto \u2026<br>\/\/Quanto era grande \u2026<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Mezza montagna<\/strong><br>Alcune essenze legnose impiegate da \u00d6tzi sono molto resistenti al gelo e crescono fino a quote di mezza montagna. Questa parte dell\u2019esposizione illustra le loro caratteristiche e modalit\u00e0 di impiego, ad esempio spiega come ottenere una pece adesiva dalla corteccia di betulla o a cosa serviva il poliporo di betulla che \u00d6tzi aveva con s\u00e9.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Alta montagna<\/strong><br>A dimostrare che \u00d6tzi frequentava l\u2019alta montagna non \u00e8 solo il luogo del suo ritrovamento. Anche i resti di carbone vegetale rinvenuti sul suo corpo appartengono a piante che nella nostra regione crescono al di sopra del limite boschivo. Ma perch\u00e9 \u00d6tzi si era spinto fin lass\u00f9? Forse per andare a caccia?<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Giunto da lontano<\/strong><br>\u00d6tzi aveva con s\u00e9 un pugnale e punte di freccia in selce, nonch\u00e9 un\u2019ascia in rame. Dove si era procurato queste materie prime? E quale funzione aveva l\u2019ascia: era solo uno strumento utile o anche un simbolo di potere, come lo scettro di un re?<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Cosa, quando, come<\/strong><br>\u00d6tzi mor\u00ec a un\u2019et\u00e0 compresa tra i 40 e i 50 anni, soffriva di disturbi digestivi, aveva il corpo tatuato in pi\u00f9 punti e possedeva un ricco equipaggiamento oggi per buona parte ricostruito. Per meglio comprendere il suo stile di vita si \u00e8 fatto ricorso anche a prove di archeologia sperimentale e a confronti etnografici. E voi, come v\u2019immaginate la sua quotidianit\u00e0?<br>\/\/Cos\u00ec viveva \u00d6tzi\u2026<br>\/\/Cos\u00ec era \u00d6tzi \u2026<br>\/\/Qualcosa in comune tra \u00d6tzi e me \u2026<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p> <\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">3\u00b0 piano<br><strong>Il sito di Senales-Giogo di Tisa<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>\u00d6tzi fu rinvenuto in una conca rocciosa lungo la cresta alpina centrale, a 3.210 metri s.l.m. Quali difficolt\u00e0 si dovettero affrontare durante il suo recupero? E perch\u00e9 furono necessarie nuove rilevazioni topografiche per stabilire se il luogo si trovasse in territorio italiano o austriaco? Di tutto ci\u00f2 parla questa sezione, completata da un plastico in scala 1:3 del sito di ritrovamento della mummia.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Piani 0-3<br><strong>Stazioni multimediali<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Lungo l\u2019intero percorso museale si trovano stazioni con interviste audio e video a esperti, i quali presentano i loro progetti di ricerca, offrono dimostrazioni di antiche tecniche artigianali o rispondono a domande poste dai bambini.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Stazioni video attuali:<\/strong><br>Le stazioni video installate nel 2017\/18 hanno i seguenti temi: tiro con l\u2019arco (J\u00fcrg Hassler), produzione della pece di betulla (Eckhard Czarnowski e Ernst Gamper), fusione del metallo (Ernst Gamper e Markus Bingeli), accensione del fuoco (Philipp Schraut).<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Stazioni audio attuali:<\/strong><br>\u201cIncontri tra bambini e scienziati\u201d, edizione 2018:<br>Warum habt ihr \u00d6tzi gefunden? Melanie, Delia e Moritz intervistano Erika Simon, la scopritrice della mummia insieme al marito Helmut<br>Lebten zur Zeit von \u00d6tzi schon Menschen in den Bergen? Lena, Sophie, Sara, Janik e Simon intervistano Andreas Putzer, archeologo di Bolzano<br>Ci assomigliava \u00d6tzi? Lena, Adan, Stefano, Marie Sophie e Rosa intervistano Albert Zink, antropologo, Eurac Research, Bolzano<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Stazioni audio precedenti:<br><\/strong><a title=\"2017\" href=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/ueber-uns\/ausstellungen\/2\/#audio2017\">>2017 Wieso hat sich \u00d6tzi erhalten?<\/a> \u2013 Julia, Julian und Greta im Gespr\u00e4ch mit Georg Kaser, Glaziologe, Universit\u00e4t Innsbruck (A)<br><a title=\"2017\" href=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/ueber-uns\/ausstellungen\/2\/#audio2017\">>2017 Cosa si mangiava ai tempi di \u00d6tzi?<\/a> \u2013 Jacob, Rosa e Luca parlano con Umberto Techiatti, Archeologo, Ufficio per i beni archeologici di Bolzano<br><a href=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/ueber-uns\/ausstellungen\/2\/#audio2017\">>2017 Wie sahen die H\u00e4user in der Steinzeit aus?<\/a> \u2013 Nadia, Hannes und Peter im Gespr\u00e4ch mit Wulf Hein, Arch\u00e4otechniker, Frankfurt (D)<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">M<a id=\"mostre-temporanee\"><\/a>ostre temporanee<\/h2>\n\n\n\n<p>Piccolo ma prezioso: \u00e8 il nostro spazio di 40m\u00b2 riservato alle mostre temporanee. Cos\u00ec, anche chi ci ha gi\u00e0 visitato pu\u00f2 tornare ogni anno e scoprire qualcosa di nuovo sulla vita e sull\u2019epoca di \u00d6tzi.<br>L\u2019allestimento delle mostre temporanee in genere \u00e8 affidato a un curatore esterno, coadiuvato dalla direttrice del museo Johanna Niederkofler e dal tecnico Siegmar Gamper.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Mostre temporanee attuali:<\/strong><strong><br><\/strong>2025 Glaciers and me<br><a title=\"Mostre temporanee in corso\" href=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/it\/chi-siamo\/mostre\/#mostre-temporanee-in-corso\">Ulteriori informazioni<\/a><br>2023 Mostra fotografica di Simone Santer<strong><br><\/strong><a title=\"Mostre temporanee in corso\" href=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/it\/chi-siamo\/mostre\/#mostre-temporanee-in-corso\">Ulteriori informazioni<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Coming soon:<\/strong><br>2026 Funghi. Ponte tra storia e contemporaneit\u00e0<br>2026 Mostra fotografica dell\u2019artista Jana Nicole \u201cNikki\u201d<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Elenc<a id=\"archvio\"><\/a>o delle mostre precedenti:<\/strong>2024 Muschio. La storia culturale dei muschi dalla preistoria ad oggi<br>2024 Mostra fotografica di Nereo Ongaro<br>2023 Hidden places. Aree protette e monumenti naturali in val Senales<br>2023 Mostra fotografica di Norbert Sachsalber<br>2022 Mostra fotografica sui primi 20 anni dell&#8217;archeoParc<br>2020 Il pane. La storia della panificazione<br>2019 Vene d&#8217;acqua. Mostra temporanea sui sistemi di irrigazione antichi e moderni nel mondo<br>2018 Pece e trementina. Come l\u2019uomo usa i tesori nascosti degli alberi da migliaia di anni<br>2017 Edition aurina. Mostra fotografica di Konrad Laimer (I)<br>2016 La casa di \u00d6tzi. La ricostruzione di una capanna neolitica<br>2015 Ma \u00d6tzi, che lingua parlava? Parlare e scrivere &#8211; ieri e oggi<br>2015 Mostra fotografica di Gianni Bodini (I)<br>2015 Lana legno uovo. Artigianato contadino dell&#8217;Alto Adige2014 Il flauto. Dalle origini ad oggi<br>2013 Che pesci pigliare. La storia della pesca dal Paleolitico ai giorni nostri<br>2013 Sulle sponde. Mostra fotografica di Alexander Alber (I)<br>2013 archeoParc 2016 modelli creativi (mostra realizzata da scolari e visitatori)<br>2012 Filo e fuso. La storia della filatura<br>2012 10 anni archeoParc (immagini dall&#8217;archivio)<br>2011 Tiro con l&#8217;arco ieri e oggi. La storia della costruzione e del tiro con l&#8217;arco<br>2011 M\u00e9moires. Mostra fotografica di Claire Artemyz (F)<br>2011 Steinzeit Hautnah (mostra realizzata da scolari)<br>2010 Il fuoco &#8211; buon servitore, cattivo padrone. La storia della produzione e dell&#8217;uso del fuoco<br>2010 Zeitreise (mostra realizzata da scolari)<br>2009 Raffie, ortiche e giuncacee. Materiale tessile dell&#8217;et\u00e0 della pietra<br>2008 Zwischenzeiten. La vita dei contadini nel neolitico<br>2007 Mostra d&#8217;arte \u201eUrKult-KULTur\u201c di Judith Wieser (I)<br>2006 Architettura sacra ai tempi di \u00d6tzi. Mostra fotografica di Gianni Bodini (I)<br>2006 Rivivere l&#8217;et\u00e0 della pietra (mostra realizzata da scolari)<br>2005 Menhir 2000. Mostra d&#8217;arte di Markus Joos (I)<br>2004 Piante da coltivazione nelle alpi<br>2003 Progenitrici dell&#8217;et\u00e0 della pietra. Raffigurazioni femminili<br>2003 L&#8217;arco: forma, funzione, storia<br>2003 Mostra sullo sviluppo della ceramica nella Protostoria e Preistoria italiana<br>2002 Un vestito per \u00d6tzi (mostra creativa)<br>2002 La dura realt\u00e0. Attrezzi di selce2001 Ghiacciaio, Mito e Opera<br>2001 Knochenklang<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">M<a id=\"mostre-temporanee-in-corso\"><\/a>ostre temporanee in corso<\/h2>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Glaciers and me<br>Mostra d\u2019arte in occasione dell\u2019Anno dei ghiacchiai<\/h3>\n\n\n\n<p>Dal 12 aprile al 2 novembre 2025<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"800\" src=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-25014-1200x800.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-52386\" srcset=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-25014-1200x800.jpg 1200w, https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-25014-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-25014-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-25014-2048x1365.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Jessie Pitt, Daniela Brugger e Georg Kaser sono di casa in montagna. Jessie Pitt, originaria di Melbourne, vive a L\u00e4ngenfeld nella \u00d6tztal (A); Daniela Brugger e Georg Kaser abitano nel vicino villaggio di Certosa. La pittrice, la fotografa e il glaciologo condividono la passione per la neve e il ghiaccio. La mostra all\u2019archeoParc \u00e8 stata realizzata in occasione dell\u2019Anno dei Ghiacciai, proclamato dalle Nazioni Unite per quest\u2019anno, e presenta gli approcci dei tre al tema, invitando i visitatori a contemplare, soffermarsi e riflettere. <a href=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/it\/2025\/mostra-glaciers-and-me\/\">Pi\u00f9 informazioni<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Artiste:<\/strong> Jessie Pitt, Daniela Brugger<br><strong>Concetto: <\/strong>Georg Kaser, Daniela Brugger, Johanna Niederkofler<br><strong>Grafica:<\/strong> ganeshGraphics<br><strong>Allestimento:<\/strong> Johanna Niederkofler, Siegmar Gamper, Stefan Tappeiner<br><strong>Finanziamento e Sponsoring:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.provincia.bz.it\/musei\/\">Provincia Autonoma di Bolzano<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.gemeinde.schnals.bz.it\/system\/web\/default.aspx?sprache=3\">Comune di Senales<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>I prossimi appuntamenti:<br><a href=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/it\/calendario\/\">&gt;Calendario<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Mostra fotografica di Simone Santer<\/h3>\n\n\n\n<p>Da aprile fino a novembre 2025<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fotografie:<\/strong> Simone Santer<br><strong>Stampa:<\/strong> Idea Naturno<br><strong>Allestimento:<\/strong> Johanna Niederkofler, Stefan Tappeiner<br><strong>Finanziamento e Sponsoring:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.provinz.bz.it\/kunst-kultur\/museen\/default.asp\">provincia autonoma di Bolzano<\/a> und <a href=\"http:\/\/www.gemeinde.schnals.bz.it\">Comune di Senales<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>I prossimi appuntamenti:<br><a title=\"calendario\" href=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/it\/calendario\/\">&gt;calendario<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Area all&#8217;a<a id=\"area-all-aperto\"><\/a>perto<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019area all\u2019aperto, accessibile dal 2\u00b0 piano del Centro visitatori, presenta nove ricostruzioni di abitazioni preistoriche, percorsi didattici, stazioni tematiche e areali per le attivit\u00e0, come il laboratorio di antiche tecniche artigianali, il poligono di tiro con l\u2019arco o il pontile con la piroga monossile.<\/p>\n\n\n\n<p>Il progetto e l\u2019allestimento del percorso outdoor si sono svolti in varie riprese con la collaborazione dell\u2019Ispettorato Forestale di Merano (Rainald Tirler, Herbert Niederfriniger (2001) e Reinhold Kuppelwieser), nonch\u00e9 di agronomi, archeotecnici e altri esperti in discipline archeologiche (Lukas Kuntner, Wulf Hein, Annaluisa Pedrotti, Raffaella Poggiani Keller, Mariadelia Bernab\u00f2-Brea, Daria Banchieri, Marco Baioni, Urs Leutzinger, Niels Schleicher, Umberto Tecchiati, Paolo Bortolotti).<\/p>\n\n\n\n<p>Il percorso outdoor \u00e8 stato realizzato nel 2001 e da allora ha subito solo piccoli adattamenti. Le aree \u201cCapanne Valli alpine\u201d e \u201cCapanne Pianura del Po\u201d sono state inaugurate rispettivamente nel 2017 e nel 2018\/19.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">&nbsp;<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">M<a id=\"modelli\"><\/a>odelli di abitazioni preistoriche<\/h3>\n\n\n\n<p>I nove modelli abitativi in scala 1:1 si basano su reperti archeologici delle valli alpine, dei villaggi palafitticoli sul Lago di Costanza e sul Federsee e della pianura padana. Per realizzarli sono stati impiegati ove possibile materiali uguali agli originali. Alcuni edifici (contrassegnati da una vite barrata) sono costruiti integralmente senza uso di materiali moderni e servono sia per le attivit\u00e0 didattiche dei visitatori sia come oggetto di studio per gli esperti di archeologia sperimentale.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Capanne Valli alpine<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Capanna di Villandro-Plunacker<br><\/strong>2016<br>Questo modello abitativo si riferisce al sito di Villandro-Plunacker (Val d\u2019Isarco), dove sono emersi i resti di un edificio a pianta rettangolare con focolare e muro di terrazzamento a secco (2710 a.C., Rame 3). Come nell\u2019originale, l\u2019alzato \u00e8 costituito da pali portanti in legno e pareti in vimini tamponate con argilla. Anche la porta in assi di pioppo \u00e8 ascrivibile all\u2019et\u00e0 del Rame, tuttavia riproduce un reperto dal sito di Zurigo-Opera (CH). Le finestre trovano invece riscontro nei resti di murature in argilla rinvenuti a Brescia-San Polo. In questo spazio si svolgono le dimostrazioni di accensione del fuoco con la tecnica preistorica. Un\u2019altra ricostruzione della casa di Villandro-Plunacker si trova all<span style=\"text-decoration: underline;\">\u2019<\/span><a title=\"Archeoparc di Villandro\" href=\"https:\/\/www.gemeinde.villanders.bz.it\/it\/Archeoparc_22\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Archeoparc di Villandro<\/a>, la porta \u00e8 stata invece riprodotta anche allo <a title=\"Steinzeitpark Dithmarchen\" href=\"https:\/\/steinzeitpark-dithmarschen.de\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Steinzeitpark Dithmarschen<\/a> di Albersdorf (D).<br><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-7 is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"826\" height=\"676\" data-id=\"11685\" src=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18030.jpg\" alt=\"Konstruktionsskizze<br\/&gt;Disegno di progetto<br\/&gt;Design drawing<br\/&gt;<br\/&gt;3350-2890 BC<br\/&gt; Villanuova sul Clisi-Monte Covolo, I\" class=\"wp-image-11685\" srcset=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18030.jpg 826w, https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18030-300x246.jpg 300w, https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18030-676x553.jpg 676w\" sizes=\"auto, (max-width: 826px) 100vw, 826px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"680\" data-id=\"11683\" src=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18026-1-1024x680.jpg\" alt=\"Eine Trockenmauer st\u00fctzt das Haus in Hanglage<br\/&gt;Una platea artificiale con muri a secco compensa la pendenza<br\/&gt;A terrace set up with dry wall construction<br\/&gt;<br\/&gt;2710 BC<br\/&gt;Villanders-Plunacker, I\" class=\"wp-image-11683\" srcset=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18026-1-1024x680.jpg 1024w, https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18026-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18026-1-676x449.jpg 676w, https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18026-1.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"680\" data-id=\"11682\" src=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18025-1024x680.jpg\" alt=\"Die T\u00fcrrekonstruktion eines j\u00fcngeren Fundes aus dem Fundkomplex Z\u00fcrich-Oper\u00e0 (CH) <br\/&gt;La porta e la ricostruzione di un reperto del sito di Z\u00fcrich-Oper\u00e0 (CH) <br\/&gt;The door is a reconstruction from the Z\u00fcrich-Oper\u00e0 (CH) discovery site<br\/&gt;<br\/&gt;2710 BC<br\/&gt;Villanders-Plunacker, I\" class=\"wp-image-11682\" srcset=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18025-1024x680.jpg 1024w, https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18025-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18025-676x449.jpg 676w, https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18025.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"680\" data-id=\"11681\" src=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18024-1024x680.jpg\" alt=\"Innenansicht der Dachkonstruktion<br\/&gt;Interno della capanna<br\/&gt;Inside the house reconstruction<br\/&gt;<br\/&gt;2710 BC<br\/&gt;Villanders-Plunacker, I\" class=\"wp-image-11681\" srcset=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18024-1024x680.jpg 1024w, https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18024-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18024-676x449.jpg 676w, https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18024.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"680\" data-id=\"11680\" src=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18023-1-1024x680.jpg\" alt=\"Detail des Schindeldachs<br\/&gt;Dettaglio del tetto a scandole<br\/&gt;Detail of the shingle roof<br\/&gt;<br\/&gt;2710 BC<br\/&gt;Villanders-Plunacker, I\" class=\"wp-image-11680\" srcset=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18023-1-1024x680.jpg 1024w, https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18023-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18023-1-676x449.jpg 676w, https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18023-1.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"680\" data-id=\"11678\" src=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18028-1-1024x680.jpg\" alt=\"Frontalansicht<br\/&gt;Vista frontale<br\/&gt;Front view<br\/&gt;<br\/&gt;2710 BC<br\/&gt;Villanders-Plunacker, I\" class=\"wp-image-11678\" srcset=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18028-1-1024x680.jpg 1024w, https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18028-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18028-1-676x449.jpg 676w, https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18028-1.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"680\" data-id=\"11677\" src=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18027-1-1024x680.jpg\" alt=\"Seitenansicht<br\/&gt;Vista laterale<br\/&gt;Lateral view <br\/&gt;<br\/&gt;2710 BC<br\/&gt;Villanders-Plunacker, I\" class=\"wp-image-11677\" srcset=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18027-1-1024x680.jpg 1024w, https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18027-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18027-1-676x449.jpg 676w, https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18027-1.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Capanna di Villanuova sul Clisi-Monte Covolo<\/strong><br>2017<br>Questa ricostruzione si riferisce a un ritrovamento documentato all\u2019ingresso della Val Sabbia, cinque chilometri a ovest della sponda bresciana del Lago di Garda (Villanuova sul Clisi-Monte Covolo, 3350-2890 a.C., Rame 1-2). Qui sono emersi il perimetro, nonch\u00e9 resti delle pareti e della pavimentazione di un edificio.<br>In analogia alla planimetria originale, costituita da una fossa continua profonda pochi centimetri e senza tracce di pali, il modello dell\u2019archeoParc consiste in una struttura a telaio leggermente interrata, su cui poggiano il pavimento, le pareti e il tetto (construction de bois sur sabli\u00e8re basse). Dall\u2019originale sono altres\u00ec dedotti i montanti laterali, le pareti in vimini intrecciato e tamponato con argilla, il pavimento in tavolato di rovere e il drenaggio in ghiaia posto tra la casa e il pendio. Al medesimo sito si riferiscono anche il lastricato e il focolare dinanzi alla casa, sebbene appartengano ad altre fasi costruttive.<br>I reperti di Villanuova sul Clisi-Monte Covolo sono custoditi ed esposti al <a title=\"Museo di Gavardo\" href=\"http:\/\/museoarcheologicogavardo.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Museo di Gavardo.<\/a> La ricostruzione in scala 1:1 realizzata all\u2019archeoParc \u00e8 la prima di questa struttura abitativa.<br><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-7 is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"921\" height=\"714\" data-id=\"16047\" src=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18029.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16047\" srcset=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18029.jpg 921w, https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18029-300x233.jpg 300w, https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18029-676x524.jpg 676w\" sizes=\"auto, (max-width: 921px) 100vw, 921px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"694\" data-id=\"16045\" src=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18031-1024x694.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16045\" srcset=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18031-1024x694.jpg 1024w, https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18031-300x203.jpg 300w, https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18031-676x458.jpg 676w, https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18031.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"680\" data-id=\"16043\" src=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18033-1024x680.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16043\" srcset=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18033-1024x680.jpg 1024w, https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18033-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18033-676x449.jpg 676w, https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18033.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"680\" data-id=\"16041\" src=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18032-1024x680.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-16041\" srcset=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18032-1024x680.jpg 1024w, https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18032-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18032-676x449.jpg 676w, https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/archeoparc-schnalstal-18032.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Capanne Prealpi settentrionali<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Capanna di Arbon-Bleiche 3 (CH)<\/strong><br>2001 e 2017<br>I due modelli allestiti all\u2019archeoParc mostrano come potevano essere le case sul Lago di Costanza ai tempi dei nonni di \u00d6tzi. La loro ricostruzione si basa sulle evidenze emerse nei pressi della cittadina svizzera di Arbon (Arbon-Bleiche 3, 3385-3371 a.C., culture di Pfyn e Horgen), dove sono stati rinvenuti abbondanti resti lignei di un antico villaggio.<br>La struttura portante delle due case \u00e8 costituita da una fila centrale e da due file perimetrali di pali in legno non scortecciato. In analogia agli originali, anche all\u2019archeoParc sono stati impiegati montanti a forcella e assi sottili in legno, prevalentemente di abete bianco; le giunzioni sono realizzate con funi in canapa di Manila, i pavimenti sono rialzati dal terreno. Il modello abitativo del 2001 presenta una porta costituita da un\u2019unica tavola di abete bianco, la quale riproduce un elemento dal sito di Robenhausen (Germania). L\u2019edificio, chiamato anche \u201ccapanna grande\u201d, ha ospitato fino al 2017 le dimostrazioni di accensione del fuoco con la tecnica preistorica. Un\u2019altra capanna di Arbon-Bleiche 3 \u00e8 ricostruita al <a title=\"Pfahlbaumuseum Unteruhldingen\" href=\"https:\/\/www.pfahlbauten.de\/museum\/steinzeit-arbonhaus-hornstaadhaus.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Pfahlbaumuseum<\/a> di Unteruhldingen, sulla costa tedesca del Lago di Costanza. I reperti di scavo originali sono conservati ed esposti al <a title=\"Museum f\u00fcr Arch\u00e4ologie Frauenfeld\" href=\"https:\/\/archaeologisches-museum.tg.ch\/museum-fuer-archaeologie.html\/6151\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Museum f\u00fcr Arch\u00e4ologie di Frauenfel<u>d<\/u><\/a> in Svizzera.<br><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Capanne di Alleshausen-Grundwiesen (D)<\/strong><br>2001<br>Queste due ricostruzioni dell\u2019archeoParc trovano riscontro in un sito presso il lago Federsee nella Germania meridionale (Alleshausen-Grundwiesen, 3020 e 2700 a.C., gruppo di Goldberg III): gli edifici, con pianta di ca. 5&#215;4 metri, presentano pareti in tronchetti accostati e materiale vegetale intrecciato. Lo spazio interno \u00e8 un ambiente unico, con il focolare posto all\u2019incirca al centro e il sottofondo in argilla. I ritrovamenti di Alleshausen-Grundwiesen fanno presumere che l\u2019insediamento fosse specializzato nella coltivazione del lino e abitato solo stagionalmente. Il tetto dell\u2019edificio addossato al pendio \u00e8 in scandole di larice, cos\u00ec come per la maggior parte dei modelli ricostruiti all\u2019archeoParc. La casa accanto alla fontana, invece, \u00e8 stata dotata di una copertura sperimentale in cortecce di quercia disposte a maschio e femmina. Altre ricostruzioni di abitazioni basate su Alleshausen-Grundwiesen si trovano al <a title=\"Federseemuseum\" href=\"http:\/\/www.federseemuseum.de\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Federseemuseum <\/a>di Bad Buchau (D), dove \u00e8 esposta anche gran parte dei reperti originali.<br><br><br><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p><strong>Capanne Pianura del Po<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Case di Parma-Via Guidorossi<\/strong><br>2016-2018<br>I due edifici con abside circolare sono dedotti da un sito a sud-ovest di Parma (Parma-Via Guidorossi, 3310-2690 a.C., Rame 1-2). Con un asse mediano di 14-15 metri rappresentano i due modelli pi\u00f9 grandi allestiti all\u2019archeoParc, anche se riproducono i pi\u00f9 piccoli dei 18 perimetri di fondazione documentati nel sito parmense. In analogia agli originali, anche le loro ricostruzioni sono costituite da file di grossi pali ancorati al terreno (<em>construction sur poteaux plant\u00e9s<\/em>) che sostengono il tetto e una sorta di soppalco. Queste due strutture sono utilizzate principalmente per il soggiorno e il pernottamento dei gruppi partecipanti a iniziative quali le Giornate neolitiche o la Scuola estiva. Si tratta delle prime ricostruzioni in scala 1:1 riferite al sito insediativo di Parma-Via Guidorossi, i cui pochi resti culturali sono conservati al <a title=\"Museo Archeologico Nazionale di Parma\" href=\"https:\/\/storico.beniculturali.it\/mibac\/opencms\/MiBAC\/sito-MiBAC\/Luogo\/MibacUnif\/Luoghi-della-Cultura\/visualizza_asset.html?id=155804&amp;pagename=157031\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Museo Archeologico Nazionale di Parma<\/a>.<br><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Capanna Brescia-San Polo<\/strong><br>2016<br>L\u2019abitazione a pianta ovale si basa su un ritrovamento effettuato in un quartiere di Brescia (Brescia-San Polo, 2.600 a. C., Cultura campaniforme). I pali della struttura portante sono in legno, le pareti in materiale vegetale intrecciato e argilla, mentre la copertura \u00e8 realizzata con canne palustri. La porta trova riscontro nel sito archeologico di Zurigo-Opera (CH). Le tre aperture nelle pareti sono un\u2019ipotesi dedotta da un frammento di intonaco d\u2019argilla con bordo arrotondato, emerso nel sito di riferimento. I reperti di Brescia-San Polo sono custoditi dalla <a title=\"Soprintendenza Archeologica della Lombardia\" href=\"http:\/\/www.lombardiabeniculturali.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Soprintendenza Archeologica della Lombardia<\/a>. La ricostruzione dell\u2019archeoParc \u00e8 la prima in scala 1:1 di un edificio del sito insediativo bresciano.<br><br><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Ulteriori attrattive <a id=\"botanica\"><\/a>nell\u2019area all\u2019aperto<\/h3>\n\n\n\n<p>L\u2019area all\u2019aperto include tre percorsi didattici con brevi testi informativi su flora, fauna e tecniche artigianali documentate nel sito di \u00d6tzi e in altri siti relativi all\u2019et\u00e0 del Rame:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Percorso arboreo<\/strong><br>Nell\u2019equipaggiamento di \u00d6tzi sono stati individuati una ventina di legni diversi, impiegati per fabbricare parti di utensili come il manico dell\u2019ascia, il manico del pugnale, le asticciole delle frecce, l\u2019arco ecc. Molte di queste essenze crescono anche lungo il percorso arboreo dell\u2019archeoParc, dove sono contrassegnate dal simbolo della piramide eretta sul posto di ritrovamento della mummia.<br><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Percorso delle piante selvatiche<\/strong><br>Lungo i sentieri dell\u2019archeoParc cresce una selezione di erbe selvatiche, piante commestibili e coloranti rappresentative della flora di 5.000 anni fa. Le singole specie sono (o saranno prossimamente) segnalate da targhette di riconoscimento.<br><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Campi archeobotanici<\/strong><br>Nei campi didattici dell\u2019archeoParc si coltivano orzo e cereali antichi come il farro piccolo e il farro dicocco. Un settore \u00e8 riservato al lino, che nella preistoria forniva le fibre per realizzare filo da cucito e corde per gli archi.Coltivazioni nelle valli alpine<br>Coltivazioni nella pianura del Po<br>Coltivazioni nelle Prealpi settentrionali<br>Campo di lino<br><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Percorso di tecniche antiche<br><\/strong>Il percorso presenta oggetti legati all\u2019alimentazione, all\u2019artigianato e alla mobilit\u00e0 nella preistoria, ciascuno dei quali corredato da un breve testo esplicativo.<br>Forno<br>Macina con macinello<br>Laghetto<br>Carne di selvaggina<br>Affumicatoio<br>Lavorazione del latte<br>Forno fusorio per il rame<br>Fosse per l\u2019argilla<br>Fossa di cottura della ceramica<br>Piroga monossile<br><br><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Bibliografia<\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>NIEDERKOFLER Johanna (2013): <strong>Anglergl\u00fcck von der Steinzeit bis heute. Ausstellung zur Fischereigeschichte im archeoParc Schnalstal.<\/strong> In: S\u00fcdtiroler Fischerzeitung 3\/2013. p. 14-15. [<a title=\"Niederkofler 2013\" href=\"http:\/\/www.fischereiverband.it\/public\/fischereiverband\/files\/zeitungen\/03%20DT%20September.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Articolo online<\/a>]<\/li>\n\n\n\n<li>HEIN Wulf (2007): <strong>D\u00e4cher aus Eichenrindenschindeln im Praxistest.<\/strong> In: Mamoun FANSA et. al. (a cura di): Holz-Kultur von der Urzeit bis in die Zukunft. \u00d6kologie und \u00d6konomie eines Naturrohstoffs im Spiegel der Experimentellen Arch\u00e4ologie, Ethnologie, Technikgeschichte und modernen Holzforschung. Tagung Oldenburg 24.-25.11 2005. Oldenburg 2007. p. 258-263.<\/li>\n\n\n\n<li>PLATZGUMMER Johanna (2005): <strong>Ein Zugang zu den Themen Ern\u00e4hrung und Landwirtschaft in der Pr\u00e4historie am Beispiel Archeoparc Schnals.<\/strong> In: Annali di San Michele. N\u00b0 18. 2005. p. 1-23.<\/li>\n\n\n\n<li>RENHART Silvia (2002): <strong>ArcheoParc Schnals \u2013 Lebensraum des Mannes aus dem Eis. Der neue Arch\u00e4ologiepark in S\u00fcdtirol.<\/strong> In: Arch\u00e4ologie \u00d6sterreichs 13\/1. 2002. p. 60\u201362. <a title=\"Renhart 2002\" href=\"http:\/\/austria-forum.org\/af\/Wissenssammlungen\/Essays\/Anthropologie%2C_Arch%C3%A4ologie_und_Museumsp%C3%A4dagogik\/ArcheoParc_Schnals\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">[Articolo online]<\/a><\/li>\n\n\n\n<li>RENHART Silvia (2002): <strong>ArcheoParc Schnals. Lebensraum des Mannes aus dem Eis. S\u00fcdtirols erstes arch\u00e4ologisches Aktiv-Museum.<\/strong> In: S\u00fcdtirol in Wort und Bild. N\u00b0 46-47. 2002-2003. p. 37-40.<\/li>\n\n\n\n<li>RENHART Silvia (2000): <strong>Der Mann aus dem Eis und seine Welt.<\/strong> Bozen 2000. p. 29-31.<\/li>\n\n\n\n<li>RENHART Silvia (2000): <strong>L\u2019uomo rimasto nel ghiaccio ed il suo mondo.<\/strong> Bolzano 2000. p. 29.-31.<\/li>\n\n\n\n<li>RENHART Silvia (1999): <strong>Arch\u00e4ologiepark Schnals.<\/strong> In: Arunda 51. 1999. p. 159. <a title=\"Renhart 1999\" href=\"http:\/\/austria-forum.org\/af\/Wissenssammlungen\/Essays\/Anthropologie%2C_Arch%C3%A4ologie_und_Museumsp%C3%A4dagogik\/Arch%C3%A4ologiepark_Schnals\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">[Articolo online]<\/a><\/li>\n\n\n\n<li>RENHART Silvia (1999): <strong>Der Mann aus dem Eis (\u00d6tzi) \u2013 Arch\u00e4opark Schnals.<\/strong> In: Arch\u00e4ologie \u00d6sterreichs 10\/1. 1999. p. 38.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<!--nextpage-->\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Punti audio 2<a id=\"audio2017\"><\/a>017<\/h3>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-audio\"><audio controls src=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/georg-kaser.mp3\"><\/audio><\/figure>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><strong>\/\/Wieso hat sich \u00d6tzi erhalten?<\/strong><br>Julia, Julian und Greta im Gespr\u00e4ch mit Georg Kaser, Glaziologe, Universit\u00e4t Innsbruck (A)<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-audio\"><audio controls src=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/umberto-tecchiatti.mp3\"><\/audio><\/figure>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><strong>\/\/Cosa si mangiava ai tempi di \u00d6tzi?<\/strong><br>Jacob, Rosa e Luca parlano con Umberto Techiatti, Archeologo, Ufficio per i beni archeologici di Bolzano<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-audio\"><audio controls src=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/wp-content\/uploads\/wulf-hein.mp3\"><\/audio><\/figure>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><strong>\/\/Wie sahen die H\u00e4user in der Steinzeit aus?<\/strong><br>Nadia, Hannes und Peter im Gespr\u00e4ch mit Wulf Hein, Arch\u00e4otechniker, Frankfurt (D)<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><a title=\"Mostre\" href=\"https:\/\/www.archeoparc.it\/it\/chi-siamo\/mostre\/\">indietro<\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dove \u00e8 stato scoperto \u00d6tzi? 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