Conoscete già la nostra filiale, il campus transhumanza?

24 ore nel Neolitico – La classe 4a della scuola Don Bosco di Vigodarzere racconta
La classe 4A della scuola Don Bosco di Vigodarzere (PD) ha trascorso 24 ore all’archeoParc per vivere un’esperienza immersiva nel Neolitico. In questo articolo raccontano, con le loro parole, un’avventura fatta di curiosità, scoperta e crescita. Grazie per la visita!
Da 15 anni accompagniamo la nostra classe a vivere 24 ore nel neolitico all’Archeoparc: nell’anno dedicato alla scoperta della preistoria, l’uomo venuto dal ghiaccio è la nostra fonte principale per scoprire il neolitico e l’importanza del metodo storico. Non ci accontentiamo di leggere la storia nel libro di testo, ma lavoriamo attorno alla mummia e al suo equipaggiamento, per farci domande e proporre ipotesi, sperimentare la costruzione dei suoi oggetti esplorando diversi materiali e imparando la pazienza. E infine troviamo diverse modalità per raccontare ai genitori e ad altre persone quello che abbiamo scoperto.
Anche quest’anno abbiamo trovato una grande accoglienza e corrispondenza di intenzioni educative nelle persone che gestiscono l’Archeoparc e le sue attività e così abbiamo riproposto questa esperienza importante per l’apprendimento e la crescita nell’autonomia dei nostri ragazzi e ragazze: per molti a 10 anni questa è stata la prima occasione per dormire fuori casa in un hotel … 1000 stelle!
Ecco il racconto delle 24 ore direttamente dalla loro voce!
Appena arrivati siamo andati nel bosco per esplorare il territorio.
Poi rientrati all’Archeoparc Elena ci ha fatto vedere come si tira con l’arco e ha colpito un animale (finto naturalmente!): ci ha stupito molto!
Abbiamo costruito la collana e il coltellino. Erano difficili ma divertentissimi e un po’ stancanti: la collana è fatta di rafia e con l’osso di prugnola che è molto duro; il coltellino è di legno di pioppo e una lama di selce trattenuta dalla pece di betulla.
Purtroppo hanno cancellato il viaggio in canoa perché la canoa era in riparazione: eravamo molto delusi, ma c’erano dei girini in un laghetto molto grande e ci siamo divertiti a osservarli.
Più tardi abbiamo tagliato verdure, funghi, carne con la selce e abbiamo sbattuto una pietra per fare il sale: così abbiamo creato una minestra speciale. Alla fine ci hanno dato un dolce con frutta e yogurt.
Julia ci ha dato un impasto che abbiamo messo su un bastone e cotto sul fuoco, però alcuni hanno bruciato il pane e se lo sono mangiato tutto bruciato! Il pane era comunque buonissimo e infatti c’è chi ha fatto il bis.
Durante la serata abbiamo imitato Ötzi: alcuni di noi hanno inventato delle voci strane dicendo ad esempio: «Aiacamu… Aloe … Haloche!» e anche dei gesti secondo il racconto.
Era molto tardi e siamo andati a dormire nella capanna. Quando sembrava che tutti dormissero uno di noi ha iniziato a parlare e ha detto: «Aiuto! Aiutatemi! Dove siete tutti?». Allora le maestre sono andate a vedere cosa era successo, ma nessuno sembrava sveglio. Così la maestra si è fermata al centro della capanna e ha aspettato che chi aveva parlato lo facesse di nuovo. E infatti ad un tratto si è sentito di nuovo parlare!
Alla mattina appena svegliati abbiamo girato per il villaggio: siamo entrati nelle capanne, in lontananza abbiamo anche visto le capre e le pecore e ci siamo seduti sul ponticello a parlare. Qualcuno pensava fossero le 7 e in realtà erano solo le 5:20!
Più tardi siamo entrati al museo dell’Archeoparc per fare colazione e poi lo abbiamo visitato: ci siamo messi attorno a un modellino per vedere Otzi e i suoi oggetti, la sua ascia e i suoi strumenti ricostruiti. E poi alla fine prima di partire siamo andati nel negozio e ci siamo comprati degli oggetti come souvenir: collane, giochi, pezzetti di selce!
Chiara Benciolini, Elisa Doni, Eleonora Zuliani e la classe 4A della scuola Don Bosco di Vigodarzere
